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L'ospedale unico è il futuro per l'Asl 13 Stampa E-mail
DOLO Barbato replica al Salvioli

«L'ospedale unico è
il futuro per l'Asl 13»

«Difendere i due poli è assurdo»

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Venerdì 7 Agosto 2009,
Dolo
«L'ospedale unico, oggi più che mai, è necessario». Ad affermarlo è il consigliere comunale dell'opposizione dolese, Massimo Barbato. E spiega la sua visione della sanità locale, non risparmiando una velata frecciatina al Comitato Salvioli: «È assurdo - attacca - che ancora oggi ci sia un comitato che si definisce "Amici dell'ospedale di Mirano". Sarebbe più opportuno se si identificasse come "Amico dell'Asl 13"». In effetti, la cosiddetta guerra di campanile, specie tra Dolo e Mirano, si sta giocando ormai da diversi anni e avrebbe mietuto anche "vittime" illustri. In realtà, per Barbato, ormai non è più possibile contare sulla presenza di tre ospedali (Dolo, Mirano, Noale) come ora. «I cittadini - afferma - chiedono una Sanità che dia risposte certe, in tempi brevi e un ospedale all'avanguardia con le proprie specialità. Non ci si può più permettere di mantenere tre strutture attive, con un impegno multiplo di dirigenti amministrativi, dirigenti sanitari, personale infermieristico e tecnico ed essere costretti a chiudere reparti nel periodo estivo per mancanza di personale oppure chiudere gli ambulatori dopo le 20, contribuendo alle liste d'attesa». Da qui lancia il suo sostegno all'ipotesi di un ospedale unico, valido per il comprensorio rivierasco e miranese. «L'ospedale unico - chiarisce - è un'opportunità che deve essere considerata; è l'unico percorso che può far emergere e porre l'Asl 13 in competizione a livello qualitativo e professionale, facendola diventare ricettacolo di professionisti ricercati». In definitiva quanto fatto negli anni scorsi con l'arrivo di medici d'avanguardia, che hanno creato eccellenze come Cardiologia, Urologia ed Ortopedia. Tanto per citarne alcune. E cerca di spiegare nella pratica il suo ragionamento: «Proviamo immaginare una piastra operatoria che contenga una quindicina di sale operatorie, quante risposte darebbe accorpando il personale e risorse in un polo unico, che oggi disperse in più edifici? Immaginiamo una unica radiologia, unica tac, un servizio di ecodoppler o un'ortopedia che funzioni 24 ore al giorno, quanto abbatterebbe le liste d'attesa, con minori costi? Immaginiamo un'unica cardiologia con le sue svariate specialità, che a oggi rischia di essere assorbita da Mestre! Oggi la sanità pubblica si deve valutare, per la sua qualità che offre, nel più breve tempo possibile, questo viene richiesto, e non certo per l'uno ho l'altro campanile. C'è un' area baricentrica fra Padova e Mestre, è centrale fra Dolo e Mirano, al centro di infrastruttura viaria, con la messa in vendita di tutta l'area ospedaliera del'Asl 13 (Noale, Mirano, Dolo) sicuramente si costruirebbe un unico ospedale all'avanguardia, inserendo pure la neurochirurgia, una vera cittadella della sanità, che ospiti pure una struttura RSA che di certo aiuta ad abbattere i costi della lungo degenza e una casa di riposo che dia dignità ai nostri anziani , il tutto immerso nel verde. Dopo le ferie estive organizzerò un convegno a Dolo e spero che il Comitato Salvioli partecipi».
Gianluigi Dal Corso


Il Gazzettino 7 agosto 2009

 
Via Brentasecca vietata ai camion Stampa E-mail

La Nuova 24 feb 2009

SAMBRUSON. FIRMATA L'ORDINANZA

Via Brentasecca vietata ai camion

DOLO. E' stato istituito da ieri il divieto di transito per i mezzi pesanti in via Brentasecca a Sambruson. La decisione  stata presa dal sindaco Antonio Gaspari e redatta con un'ordinanza dal comandante della Polizia Locale dell'Unione dei Comuni Alberto Baratto.

Si chiude quindi una lunga polemica che vedeva coinvolti i residenti che avevano molte volte segnalato, raccogliendo oltre 250 firme, l'elevato numero di mezzi pesanti che percorrevano la strada. Via Brentasecca rappresenta infatti una «scorciatoia» molto utilizzata dai tir poiché, collega la Romea alla zona dell'ex casello autostradale di Dolo.

Negli anni scorsi, la protesta va avanti dagli anni '80, c'erano stati numerosi incidenti gravi che avevano coinvolto anche motociclisti e pedoni. «Sarà istituito>>,  viene spiegato nell'ordinanza,  il divieto di transito per i veicoli con peso superiore ai 3,5 tonnellate. Questa decisione è stata presa viste le caratteristiche strutturali delle strada che sono adatte a sostenere un traffico veicolare leggero, vista la ristrettezza della carreggiata,

l'assenza di marciapiede e pista ciclabile, non che la presenza di molte case vicino alla strada che, a dire dei proprietari, hanno già subito danni a causa delle vibrazioni prodotte dal passaggio dei mezzi pesanti». Il provvedimento sarà fatto rispettare dagli agenti della polizia locale dell'Unione dei Comuni che pattuglieranno la strada. La decisione ha raccolto il parere positivo dei residenti e del consigliere di Forza Italia, Massimo Barbato, che si era battuto per il divieto di transito dei mezzi pesanti lungo la strada.

Assieme a questo partiranno a brevi i lavori per la realizzazione della nuova illuminazione, per l'asfaltatura della strada e la sistemazione dei guard-rail. (g.pir.)

 
lettera apperta Stampa E-mail

Dolo li, 13 febbraio 2009

Care amiche, Cari amici, 

Voglio  lanciare un forte messaggio e chiedo a tutta la cittadinanza nel comune di Dolo,  un atto di responsabilità ed impegno per riappropriarsi del nostro paese e del vero valore, il più nobile, il più alto, della politica locale, che negli ultimi, quindici/vent'anni, ha sminuito il nostro territorio, fatto di tradizioni e valori, di prestigio, conquistato con
fatica e dedizione da veri politici dedicati al bene collettivo. Sono stati svenduti servizi al cittadino a favore di altri paesi, oscurate le nostre bellezze storiche patrimonio della Riviera del Brenta, a favore di qualche filosofo di turno, stiamo perdendo le eccellenze del nostro ospedale, per l'immobilismo di questa amministrazione comunale, e di molti altri Sindaci della Riviera del Brenta, che ancora una volta stanno lasciando soli i dirigenti dell'asl,  il nostro paese era capo mandamentale, il referente per tutta l'area della riviera, ora una triste realtà asfittica.

Si presenta un territorio  devastato da una cementificazione selvaggia, grazie ad un piano regolatore con  parametri folli, promosso dalla giunta Bertolin, che tuttora grazie alla giunta Gaspari rincarna la piena continuità. A breve verranno approvati due nuovi complessi residenziali, uno nel terreno del vecchio campo sportivo via Jachia e l'altro nel dismesso cinema Excelsior quest'ultimo privo di viabilità. Per entrambi tutto il traffico graviterà nella già compromessa via Cairoli, che andrà ad aggiungersi ad un altro imponente complesso residenziale denominato

 "piano Ormenese", il tutto nel raggio di un Km. Un' amministrazione che ha puntato e sta puntando alla cementificazione del suolo senza pensare, vedi veneto City , allo sviluppo delle proprie realtà commerciali esistenti, oggi in forte difficoltà,  invece di cercare di valorizzare il proprio territorio, proponendo iniziative culturali e turistiche anche con paesi esteri, ovviando così alla realtà dormitorio dove la criminalità trova terreno fertile.

Oggi è forte  più che mai la necessità di plasmare  sul territorio un punto di contatto comune per la creazione di una nuova identità politica, resa sempre più necessaria dal degrado che caratterizza il governo di questo
nostro paese e dell'assenza di validi rappresentanti.
Quello che ci è richiesto adesso è una nuova era di responsabilità.

Oggi Vi chiedo un Vostro coinvolgimento, perché ho scelto la Speranza sulla paura, l'audacia  e il  lavoro duro, l'onesta, la lealtà. Voglio un'amministrazione che sia al servizio del cittadino, e non voglio che sia il cittadino al servizio dell'amministrazione comunale.
Tutti insieme abbiamo voglia di cambiare questo paese. Che i figli dei nostri figli possano dire quando fummo messi alla prova non ci tirammo indietro né inciampammo.

Chi crede nella possibilità di cambiare questa nostra triste realtà, chi vorrebbe partecipare attivamente,e donare il proprio contributo, esprimere le proprie idee, telefonate al 3358251806 o inviate una e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

"chi crede non è mai solo".

                                                                                  Capogruppo Forza Italia

                                                                                Cons. Massimo barbato

 
Barriere al cimitero Stampa E-mail

IL GAZZETTINO 13/11/2008

Dolo Manca lo scivolo per carrozzine

Barriere al cimitero

Le accuse di Barbato al sindaco

«Le dichiarazioni fatte dall'amministrazione di Dolo sull'abbattimento di alcune barriere architettoniche nel cimitero di Sambruson sono da ritenersi false». Non usa mezzi termini il consigliere d'opposizione Massimo Barbato per sostenere che nulla sarebbe stato fatto per agevolare l'ingresso dei diversamente abili al cimitero della frazione dolese. La guerra alle barriere architettoniche era stata avviata dopo una serie di brutte cadute, che avevano coinvolto pure persone di una certa età. Il caso più eclatante, però, aveva riguardato una donna in sedia a rotelle che si era ribaltata proprio a causa della mancanza di una corsia su cui poter far avanzare la propria carrozzina.«Una decina di giorni dopo questo incidente - accusa Barbato - l'Amministrazione dolese sostenne di aver abbattuto queste barriere e gli operai dell'Ufficio tecnico del sindaco Antonio Gaspari avevano realizzato uno scivolo in cemento». Per Barbato non è vero. «Da un mio sopralluogo - afferma - ho potuto constatare che nulla è stato fatto, se non gettare un po' di ghiaino che con le prime piogge si è già affossato. Ad oggi nulla è migliorato nel cimitero di Sambruson, rispetto al lontano 23 maggio 2005, data in cui presentai al sindaco un'interrogazione evidenziando la mancata osservanza della normativa vigente in materia di barriere architettoniche». «Lo stupore - prosegue Barbato - è emerso ancora una volta nell'ultimo consiglio comunale, quando ho chiesto il rispetto delle norme al sindaco e questi ha ribattuto che potevo sempre denunciarlo». E rilancia: «Voglio ricordare al sindaco che non si può giocare con queste questioni, tantomeno quando riguardano persone diversamente abili. Purtroppo per ogni causa che affronta un'Amministrazione paga sempre il cittadino, se a pagare fosse direttamente il sindaco le cose andrebbero ben diversamente».

G.D.C.

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Novembre 2008 09:43
 
POLEMICA IN CONSIGLIO A DOLO Stampa E-mail

La Nuova 23 ott.2008 

L'opposizione: «Quel magazzino è troppo caro»

DOLO. Spesi per l'acquisto e il restauro di un immobile in via Fratelli Bandiera che sarà utilizzato come magazzino dove ospitare i mezzi comunali e il nuovo archivio. Su questa vicenda tre consiglieri d'opposizione - Mario Bertellini, Massimo Pavan e Massimo Barbato - hanno presentato un'interrogazione. «La giunta - spiegano - ha appena approvato il progetto preliminare per la ristrutturazione del capannone in via Fratelli Bandiera il cui ammontare è di 650 mila euro. Se a questi uniamo i 320 mila euro per l'acquisto e i 50 mila per oneri di leasing, alla fine il Comune spenderà oltre un milione ». Dalla delibera del Consiglio numero 9 del 2006 veniva citato che l'acquisto era avvenuto sul presupposto di «poter far fronte a impellenti esigenze di ricovero mezzi e sistemazione dell'archivio comunale ». «La decisione di acquisire quell'immobile - proseguono - era venuta per l'urgenza di trovare uno stabile per la risoluzione dei problemi, visto il costo dell'immobile molto vicino al valore stimato e che per tale importo non si riscontravano altri immobili presenti nel territorio aventi le stesse caratteristiche e che rendevano tale immobile quindi infungibile e adatto al soddisfacimento dell'interesse pubblico». Secondo i consiglieri la ristrutturazione si pone in contraddizione con la delibera di indirizzo del consiglio comunale. «La delibera aveva autorizzato l'acquisto con il presupposto che l'immobile fosse già idoneo a servire gli scopo indicati senza bisogno di radicali interventi. La decisione delle Giunta di spendere alla fine un milione di euro rende di fatto questo immobile non piu infungibile potendosi ipotizzare il reperimento, per tale somma, di altri stabili nel territorio comunale. Vogliamo che il sindaco ci illustri in maniera dettagliata il progetto specificando il tipo di finanziamento e i tempi di attuazione ». L'azione dell'opposizione non si ferma. «Se non avremo una risposta esauriente potremo valutare l'ipotesi di inviare tutto alla Corte dei Conti».

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Novembre 2008 01:07
 
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