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ENERGIA, SERVONO PIU' INVESTIMENTI ITALIA LONTANA DA OBIETIVI DI KIOTO

Italia Oggi 01/08/2008
Gli scenari su presente e futuro del settore secondo il rapporto presentato a Roma dall'Enea

Energia, servono più investimenti Italia lontana da obiettivi di Kyoto.

La scommessa è la ricerca L'Italia investe troppo poco, rispetto agli altri paesi europei, nella ricerca su energia e ambiente. Solo investendo di più potrà partecipare «con successo alla gara tecnologica che si è aperta in Europa su fonti rinnovabili,
effi cienza energetica e nucleare, per realizzare l'innovazione necessaria a procedere a emissioni zero». Così il presidente dell'Enea,Luigi Paganetto, ha introdotto i lavori di presentazione del rapporto «Energia e ambiente 2007» dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente. Il presidente ha sottolineato che la corsa all'effi cienza energetica ha «forti implicazioni sulla competitività del sistema industriale
». E l'Enea ha prodotto alcune stime quantitative che mostrano «quanto sia impegnativa l'accelerazione
tecnologica necessaria per raggiungere gli obiettivi di riduzione della Co2 e dei consumi energetici dicati dalla Commissione europea». Secondo l'Ente, mentre alle questioni dell'approvvigionamento, della
sicurezza, del costo dell'energia, si può «rispondere effi cacemente rendendo più equilibrato l'apporto
delle diverse fonti, alle sfide del cambiamento climatico e  de l'espansione dei consumi», è  necessario rispondere «non solo con l'effi cienza energetica e con  la promozione delle tecnologie a emissione zero, ma soprattutto con l'accelerazione del cambiamento tecnologico». Per far ciò è necessario un forte impegno nella ricerca che «oggi mostra in Italia investimenti inadeguati, soprattutto nel confronto con i maggiori paesi europei». Nel rapporto «si registra infatti una contrazione nella spesa pubblica in R&S
energetica, fattore rilevante, oltre che per la sua valenza specifi ca, anche per il valore di indicatore
di riferimento dell'orientamento strategico della politica energetica, ambientale e industriale»
L'Enea ha infi ne provato a disegnare alcuni scenari possibili, creando alcune simulazioni . Per l'emissione di gas-serra, diffi cilmente l'Italia raggiungerà l'obiettivo di Kyoto fi ssato per il 2010. È,
infatti, un quadro a tinte fosche  quello prefi gurato dal IX rapporto, secondo il quale per combattere
l'aumento costante delle emissioni di Co2 «l'Italia, dal primo gennaio 2008, sta accumulando
ogni giorno un debito di oltre 4 milioni di euro che arriverà, dunque, entro la fi ne del 2008 a quasi
1,5 miliardi di euro».Per questo motivo, «in vista del secondo periodo di impegno sarà necessario mettere in campo ulteriori politiche e misure che consentano di conseguire riduzioni importanti». Per Enea gli ingredienti principali di questa ricetta, oltre al nucleare, sono il risparmio e l'effi cienza energetica. In particolare negli usi fi nali di energia, in grado, in futuro, di ridurre del  45% le emissioni nocive, ma, già dal 2020, di far risparmiare al nostro paese circa 5 miliardi di  euro l'anno di bolletta elettrica;  un altro 14% di riduzione sarà possibile con opzioni di risparmio  energetico. Le fonti innovabili,
infi ne, faranno ottenere un risparmio del 22% in Co2, con investimenti stimati in 15 miliardi di euro nel 2020 e 20 miliardi di euro in ognuno dei due decenni successivi. Questo nuovo mix potrebbe permettere, nel 2020, di contrarre la dipendenza dai combustibili fossili dal 91% del 2005 al 79% nel 2020 fi no
al 60% nel 2040. Stando al rapporto, «il settore dei trasporti incide in modo signifi cativo sui consumi
energetici (30% circa) e sulle relative emissioni di gas serra e risponde assai poco (6%) agli  interventi
tecnologici per ridurre consumi ed emissioni  sui motori a combustione esistenti». D'altra parte, econdo le indicazioni che provengono dalla Ue, «l'introduzione di motori alimentati a celle a combustibile
e idrogeno non sembrano produrre effetti signifi cativi prima del 2030». Buone notizie, invece, per solare, biomasse, biocombustibili e le altre rinnovabili, che raggiungono nelle simulazioni gli obiettivi  assegnati dall'Europa. Gli investimenti sul solare fotovoltaico e termodinamico, già ingenti al 2020 (circa 15 miliardi
di euro), superano i 20 miliardi di euro in ognuno dei due decenni successivi. Le fonti rinnovabili faranno ottenere un risparmio del 22% in Co2
Luigi Paganetto

 
BERLUSCONI:LE IMPRONTE DIGITALI AI ROM LE CHIEDE L?EUROPA

BERLUSCONI: Le impronte digitali ai rom le chiede l'Europa 31 luglio 2008 ore 16:44 

"L'intenzione e la pratica delle impronte digitali e' quella di preservare i bambini rom dalla situazione di soggezione cui sono sottoposti da parte dei loro genitori, che spesso li costringono a chiedere l'elemosina, se non peggio, e non li mandano a scuola".
Lo ha affermato Silvio Berlusconi che è intervenuto sull'argomento nel corso della conferenza stampa con il presidente della Romania, Traian Basescu, spiegando la posizione del governo italiano sulla necessita' della misura.
"Del resto, l'identificazione di cittadini attraverso le impronte digitali e' una pratica corrente", ha sottolineato Berlusconi, ricordando le misure contenute nella manovra le quali prevedono che tale pratica "sara' estesa anche a tutti i cittadini italiani"  e osservando che la stessa Unione Europea ha "deciso che tutti i passaporti debbano recare le impronte digitali del titolare". Insomma, ha ribadito Berlusconi rivolgendosi al presidente romeno, non c'e' alcuna volonta' discriminatoria o "restrittiva" nei confronti della dei bambini rom.

31/7/2008

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Luglio 2008 21:26
 
VIA LIBERA AL PIANO SICUREZZA 3000 MILITARI IN CITTA'

2008-07-29 18:57 Ansa.it
VIA LIBERA AL PIANO SICUREZZA, 3.000 MILITARI IN CITTA'
ROMA - Via libera dal comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, riunitosi al Viminale, al piano per l'utilizzo di 3.000 militari per il controllo del territorio. Il ministro dell'Interno, di concerto con quello della Difesa, ha adottato il decreto con il quale viene emanato il piano. A partire dal 4 agosto, per la durata di sei mesi, saranno impiegati 3.000 uomini dell'esercito, della marina, dell'aeronautica e dei carabinieri in concorso e congiuntamente alle forze di polizia. Duemila militari, prevede il piano, sono destinati a servizi di vigilanza a siti sensibili: in particolare mille vigileranno sui centri per gli immigrati. Questo contingente è posto a disposizione dei prefetti di Agrigento, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Roma, Siracusa, Torino e Trapani. Mille saranno utilizzato per la vigilanza a siti sensibili a Milano, Roma e Napoli. Le restanti mille unità sono destinate a pattuglie a Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona.

I circa 1000 militari che saranno impegnati nei pattugliamenti assieme alle forze dell'ordine avranno la divisa d'ordinanza e saranno equipaggiati solo con un'arma corta. Lo hanno detto il ministro dell'Interno Maroni e quello della Difesa La Russa presentando il decreto che da' il via libera al pattugliamento dei militari nelle citta'. I militari che invece saranno impegnati nella vigilanza dei siti sensibili indosseranno la mimetica. E saranno i prefetti a definire le 'regole di ingaggio' nel corso dei comitati dell'ordine pubblico della sicurezza. ''L'armamento sara' disposto dai prefetti di intesa con i comandi militari - ha detto La Russa - e chi andra' in pattuglia comunque non avra' il mitra ma solo l'arma corta''.

195 MILITARI IN PATTUGLIAMENTO A ROMA,170 A MILANO - Sarà Roma ad avere il maggior numero dei militari messi a disposizione per pattugliare le città italiane assieme alle forze dell'ordine. Nella capitale, infatti, hanno spiegato i ministri Maroni e La Russa, arriveranno 195 soldati: le pattuglie saranno composte da uno o al massimo due militari a piedi che accompagneranno poliziotti e carabinieri.
Milano avrà invece 170 soldati e Napoli 150. I militari restanti a disposizione per i pattugliamenti saranno impiegati in altre sei città: 90 a Bari, 80 a Torino, 45 a Padova, 50 a Palermo e 45 a Verona.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Luglio 2008 08:11
 
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